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Pagina:C. Morisani - Ricordi storici, Reggio C., Ceruso, 1872.djvu/32

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partito appigliarsi. Darsi apertamente alla corrente rivoluzionaria contro il governo, o per dir meglio la dinastia, non gli sembrava onesto, combatterla, credette mancargli la forza, e il sentimento. Allora si rivolse a domandar consigli al Ministero, ma questo volea esser compreso senza spiegarsi, Cammarota non volle contrariare il Governo, nè il partito rivoluzionario, e lasciò fare fingendosi ammalato. In sua vece, il Ministro D. Liborio con decreto del 10 luglio, avea nominato il Cav. Giuseppe Dentice d’Accadia, allora Sotto-Intendente a Gaeta. Costui era onesto liberale, devoto alla costituzione, e perciò deciso a sostenere il Re, e l’autonomia del regno. Un tal’uomo avrebbe dissestati i piani dei rivoluzionarï reggini non solo, ma dei compromessi tutti del regno, per cui il comitato, saputane la nomina, spedì appositamente da Reggio a Napoli il Sig. Salvadore Rognetta negoziante, onde far rilevare al Ministro Romano quali danni avrebbe potuto soffrire il partito unitario, se una tale persona, si fosse inviata al governo della Calabria Ultra prima. Intanto il Ministro, prevenito della lealtà dei principï del Cav. Dentice d’Accadia, con decreto del 27 luglio lo mandò al ritiro, nominando in sua vece l’Avvocato Ignazio La Russa di Catanzaro, il quale non accettò, e fu nominato Consigliere presso la Corte Suprema in Napoli, in missione di Procurator Generale presso la Gran Corte Civile di Catanzaro.