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Vacando così il posto d’Intendente il Sig. Rognetta si diresse al pittore Demetrio Salazaro di Reggio, antico emigrato, uno dei più accaniti fautori dell’Unità italiana, che avea lavorato, con Manin dapprima, col Marchese Pallavicino Trivulzio poi, a far proseliti a questo concetto, cioè, che l’Italia dovesse unificarsi sotto lo scettro di Vittorio Emmanuele. Egli avea potentemente contribuito nell’anno innanzi, che i liberali reggini avessero fatta adesione al principio da lui propugnato, giacchè di liberali ve n’erano e molti, tra’ quali pochissimi repubblicani, mentre i più tendevano per una costituzione, gl’intelligenti aspiravano anche alla confederazione. Il Sig. Salazaro adunque, anche come Capo di un Comitato, era al caso di far accettare dal Ministro, un individuo capace di comprendere la posizione del tempo, ed in fatti col Rognetta si recò da D. Liborio, gli espose la situazione politica della provincia, e chiese che non già un Consigliere provinciale, come volea il Ministro, dovea nominare Intendente, ma il Sindaco della Città, di cui gli fe noti i meriti.
Romano comprese, che quello era l’uomo, che facea per lui, e il Sig. Domenico Spanò Bolani ebbe prima le funzioni, poi la nomina d’Intendente con decreto del dì 25 luglio. Il Segretario generale Cammarota con decreto del dì 8 Agosto fu traslocato a Catanzaro, ove per mancanza dell’Intendente andò a reggere la provincia.