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Pagina:C. Morisani - Ricordi storici, Reggio C., Ceruso, 1872.djvu/53

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XIII


Garibaldi al certo non avea bisogno di sprone, ma volea passare in Calabria a colpo sicuro, per non perdere il frutto dei risultati di Sicilia.

Accresciute le sue forze con le parecchie migliaia d’uomini raccolte dal Bertani, deciso ormai ad operare sul continente, così al Faro le tenea disposte. Da Taormina ai Giardini avea formato un primo campo, ove stavano riunite le forze di Bixio, e d’Eberhard. Le truppe di Medici, Cosenz, ed Eber si trovavano sparse dalle vicinanze di Messina a Torre del faro, queste formavano il secondo campo. A Spadafora stava la brigata Sacchi, a Milazzo Rustow coi suoi uomini, oltre le truppe, che guardavano la cittadella.

Però pria di buttarsi egli stesso sul continente volle tentare qualche colpo di mano, sia per nascondere il vero punto, ove intendea eseguire lo sbarco, sia per travagliare le regie truppe, e tener desti gli animi dei suoi partigiani. Guardò al forte di Altafiumara, quasi scoverto dal lato di montagna, che di sorpresa volea far suo, a ciò incitato dagli aderenti di Scilla, che per le facili comunicazioni col Faro, giornalmente il teneano in relazione con quelli d’Aspromonte, ed informato di tutto ciò, che da Villa San Giovanni a Bagnara, nei movimenti della


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