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Pagina:C. Morisani - Ricordi storici, Reggio C., Ceruso, 1872.djvu/54

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truppa accadeva. Preparati i mezzi opportuni designò l’ora ai suoi di Scilla, i quali tenevano pronti poco meno d’un centinaio d’uomini arrollati a stento in quelle vicinanze, e questi nell’intento di coadiuvare i garibaldini, aveano così concertate le cose. Tentarono subornare un artigliere littorale di guarnigione nel forte, il quale promise, che li avrebbe aiutati, invece ne avvertì i superiori, che stettero all’erta, e appostarono diverse pattuglie su quel littorale. Oltre a che un caso impreveduto, rese certo quel comandante D. Stefano Neri, del modo come i garibaldini doveano dar l’assalto al forte. Un altro artigliere passando sulla via consolare di Cannitello vide per terra un pezzo di carta scritto, che per curiosità raccolse, non sapendo leggere lo consegnò al comandante, il quale trovò, che conteneva minute istruzioni per sorprendere Altafiumara. Così quel comandante reso doppiamente certo di ciò, che dovea succedere, fece si che nel forte e sul littorale raddoppiassero di vigilanza.

Nella notte del 9 al 10 (Agosto) ritardando l’arrivo dei garibaldini, quei di Scilla, anche per farsene merito, vollero prevenirli, ma accostatisi appena al forte i vigili difensori li respinsero, sicchè ebbero a ventura di poter fuggire e riparare sui piani di Matiniti sopra Cannitello, lasciando due soli prigionieri. Intanto i garibaldini, ignari del non riuscito tentativo, mossero dal