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Pagina:C. Morisani - Ricordi storici, Reggio C., Ceruso, 1872.djvu/55

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Faro su venticinque barcacce, comandate dal Rossi, erano duecento con Cattabene, Missori e Mussolino. Se il tentativo falliva, doveano riparare nelle montagne, per farsi centro all’insurrezione della provincia reggina, da sviluppare all’arrivo di nuove forze. Garibaldi col Castiglia accompagnarono la spedizione fino a mezzocanale, ove lasciarono la cura di condurla al Rossi, il quale non vedendo i segnali concertati, perchè erano stati sorpresi dalla truppa quelli, che a Porticello mettevano alle finestre delle lanterne accese, e accorgendosi, che sul littorale si stava all’erta, cangiò direzione, e non già al luoco fissato, ma verso Cannitello, in un punto sguernito di milizie, prese terra, nè con tutti della spedizione, ma con soli centocinquanta, perchè smarritesi alcune barcacce ritornarono al Faro col resto di quella gente. Nel timore d’essere sorpresi, i garibaldini costrinsero due villici a far loro da guida, e s’avviarono frettolosi pei monti, dopo aver scambiati alquanti colpi con una debole pattuglia, in cui s’incontrarono per via. Ad Aspromonte s’unirono colla gente del Plutino, formando così un nucleo di circa trecento insorti, Missori allora volea tentare qualche cosa, ma per la pochezza delle forze, e per non attirarsi addosso la persecuzione delle regie milizie, vi si opponeva Plutino, che però dovette accondiscendere alle insistenze del garibaldino. Di fatti in su l’alba del 13 scesero verso Bagnara cre-