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dendo di poter sorprendere, inosservati, quella soldatesca, ma il generale Melendez, che ivi comandava, era già stato avvertito della loro presenza dal distaccamento di scoverta, il cui comandante gli avea rapportato aver visto sui monti verso Scilla molta gente dal berretto rosso. Melendez pensava a prevenirli, ma i garibaldini attaccarono la guardia al posto del telegrafo, questa rispose a fucilate, e allo squillo della generala tutta la truppa fu in arme. I garibaldini visto impossibile progredire più oltre s’appostarono su quelle alture boscose, all’attacco di fronte resistettero, ma quando videro che quattro compagnie del 4.° di linea, comandate dal tenente Colonnello Cedrangolo, manovravano in modo da poterli accerchiare, abbandonarono le loro posizioni, e si diressero frettolosi verso Solano, lasciando alla truppa, che l’inseguiva sei prigionieri e qualche guida, tra’ soldati, vi fu un solo ferito. Se Melendez non si fosse fatto vincere dall’irresolutezza avrebbe potuto più da vicino inseguirli, e forse ridurli agli estremi, ma egli temea, che la guardia nazionale non fosse insorta alle sue spalle, temea non esser tratto in qualche imboscata, e i suoi chiamò a raccolta, accontentandosi semplicemente di snidare il nemico dalla forte posizione occupata.
Nella notte dell’11 al 12 dello stesso mese, eravi stato altro tentativo di sbarco, anch’esso fallito. Erano seicento garibaldini della brigata