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Pagina:C. Morisani - Ricordi storici, Reggio C., Ceruso, 1872.djvu/58

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dati stanchi dalla lunga marcia, e il dì seguente 17, perdute le tracce dei garibaldini, senz’essersi provveduto di spie, sol perchè li suppose riparati nel bosco, vi s’internò, ma non rinvenne alcuno. Allora si diresse per Santo Stefano, ove di fatti s’erano essi ricoverati, però assottigliati di molto, perchè quei del paese gettavano le armi per ritornare alle loro case, e altri gruppi accennavano a Scilla per rimbarcarsi. Allo scorgere le truppe fuggirono per S. Lorenzo, ove s’unirono ad altri pochi armati di quei luoghi, dopo aver sofferti, nel difficile, perchè montuoso cammino, stenti d’ogni sorta. Ruiz si proponeva ancora d’inseguirli, quando gli giunse avviso del generale Briganti, che l’avvertiva esser prossimo uno sbarco di quattromila garibaldini tra Bianco e Bovalino, ove pure dovea essere giunto l’undecimo cacciatori, che potea trovarsi compromesso pel numero.

Allora egli temendo per se, non ostante avesse intercettata una lettera diretta al Signor Plutino, in cui si confessava l’impossibilità di raccogliere volontarî in soccorso di Garibaldi, ritrocedette, contento che la linea da percorrere fosse sgombra di nemici, e rifacendo la stessa via per Aspromonte si ritirò a Pedavoli, ove giunse il 19, e si accertò, che la notizia datagli da Briganti era inventata, non pertanto volle dar riposo agli stanchi soldati, e perdè tutta la notte. E quando il dì seguente 20 pensava di ri-