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Pagina:C. Morisani - Ricordi storici, Reggio C., Ceruso, 1872.djvu/68

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mise di accontentarli. Ad uno della deputazione s’accostò il comandante del legno, che avea inteso ciò, che essi volevano, e gli disse «Non temete, che nò, noi non siamo croati.»

Gallotti, dopo d’aver confabulato con taluni del partito, fu il primo a ricoverarsi timidamente in castello, lasciando la famiglia in città in pegno di sua fellonia. Il Re segnalò da Napoli a Vial, che concentrasse le truppe, e riunisse in massa i varî distaccamenti in tanti punti disseminati, e marciare in forza contro l’inimico, che altrimenti potea sopraffarli in dettaglio, ma nulla fu fatto, anzi Dusmet domandò la cooperazione di Briganti, o che almeno avesse occupato Reggio, onde egli avesse potuto recarsi col suo reggimento sul luogo dell’avvenuto sbarco, e questi invece ripiegò sopra Villa San Giovanni, chiamando a se uno dei due battaglioni, che Dusmet comandava. Ed era necessità marciare in avanti sia per fazioni militari, sia per dar soccorso all’11.° battaglione cacciatori, maggiore De Lozza, sbarcato a Siderno, il quale cooperato da altre forze potea imbarazzare positivamente Garibaldi, attaccandolo alle spalle, invece vistosi solo in posizione compromessiva, non trovando ordini, nè avvisi senza speranza di soccorso, tenendo la via delle montagne, e schivando con molto accorgimento le masse garibaldine, raggiunse il quartier generale di Monteleone.

Garibaldi da parte sua padrone delle sue