mosse pria dell’alba del giorno 20 partì da Melito, conducendo circa due mila uomini. A Lazzaro giunse verso le 8 a. m. e fece alto, trattenendosi a ricevere messi e partigiani inermi, che continuamente giungevano da Reggio. A sera si partì, Bixio comandava l’ala destra, Eberhard la sinistra, Garibaldi il centro, Bixio si tenne per poco sulla strada consolare, che abbandonò per evitare l’incontro della truppa, che potea trovarsi sulla linea. Garibaldi con Eberhard tenendo la via di Sant’Agata doveano sorprendere la città per lo Spirito Santo, e Bixio rimettendosi sulla consolare dovea accedere per le Sbarre, però le colonne regolarono la marcia in modo da giungere in città a notte avanzata.
Dusmet in quel giorno stesso, temendo di essere sorpreso dagli avversarï, andò a situarsi col suo battaglione all’uscita della città, senza oltrepassare il ponte del torrente Calopinace, che divide Reggio dalle Sbarre. In sul meriggio volle eseguire una perlustrazione, e giunse fino al torrente Sant’Agata, ove fece alto, e pria di risolversi ad altro gli pervennero notizie da Reggio partecipandogli aver l’Intendente saputo da un messo, che giungeva da Melito, Garibaldi essersi diretto per le montagne allo scopo di evițare Reggio, egli allora credette inutile ogni altra mossa progressiva, e ritornò indietro, lasciando colà la 3.a compagnia fucilieri, comandata dal capitano Turon. Ritornato riprese le posizio-