ni poche ore innanzi abbandonate, tenendo in esplorazione poche vedette di lancieri, di cui disponea. Colà passò l’intera giornata, ma ben presto s’avvide, che in caso d’attacco, era quella una posizione niente affatto militare e assai difficile a sostenersi, giacchè la truppa era esposta di fronte agli attacchi del nemico, protetto dai muri dei giardini vicini, e alle spalle da gente appostata nelle case specialmente della strada Archicelli. Quel punto d’ordinario sì frequentato, perchè da esso accedono in città tutti dei villaggi e paesi vicini, in quel giorno era affatto deserto, a lunghi intervalli passava qualche contadino appositamente mandato, che il colonnello s’affrettava a interrogare dei garibaldini, che tutti dicevano essersi diretti per le montagne. Egli il tenne per vero, e a sera verso le 8 e mezzo p. m. rientrò in città, però sospettando sempre qualche tranello voleva prender posizione sulla spianata, che sta innanzi al castello, ove avrebbe potuto ripararsi in caso di attacco notturno, o di rovescio, ed essere sempre in grado di battersi a luce chiara, se le sue forze il consentivano, o di difendersi finchè non fosse stato soccorso dalla truppa scaglionata da Villa San Giovanni a Monteleone. Gallotti invece gli ordinò di accampare al largo del Duomo, nè valsero le sue rimostranze a persuaderlo, che ivi potea essere per tre vie sorpreso dal nemico, pria di vederlo, molestato dalle case, che lo cir-