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Pagina:C. Morisani - Ricordi storici, Reggio C., Ceruso, 1872.djvu/71

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condano, nè sviluppare le sue forze, o manovrare l’artiglieria, dovette ubbidire. ― Colà piazzò in colonna le sue cinque compagnie, due cannoni innanzi al palazzo De Blasio, due sul Corso, con poche sentinelle, la più avanzata allo sbocco della strada detta di Sant’Agostino, quasi vicino al posto della guardia nazionale, ma senza alcun’altra precauzione militare.

Taluni individui compromessi nella rivoluzione, gli si accostarono sotto aspetto d’amicizia ad esplorare le sue intenzioni, e a fargli intendere che Garibaldi evitava la città. Sul tardi sua sorella l’avvertì con un biglietto di stare all’erta, perchè nella notte sarebbe stato assalito, egli lesse l’avviso, e lo conservò nel suo portafoglio senza darsene pensiero, convinto dalle false notizie appurate, che quella notte sarebbe passata tranquilla, tanto che ad un suo amico, che l’interrogò sul proposito, rispose ― Sta tranquillo Garibaldi non viene in Reggio, se ne va per le montagne. ― E in tale sicurtà si riposò spensierato su d’una sedia a bracciuoli nel portone del palazzo Ramirez.

Il duomo situato nella parte meridionale della città è uno dei pochi edifizï antichi, non interamente distrutto dal memorando tremuoto del 1783, per cui sta in linea trasversale in faccia alla piazza, che porta il suo nome. Questa nella parte orientale è circoscritta dal Duomo, e dal palazzo arcivescovile, che forma angolo, e