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poi si unisce col palazzo De Blasio, verso scirocco e borea dai palazzi Ramirez e Tomasini, nella parte occidentale dal Corso. In questa piazza non molto ampia nè regolare, e così circoscritta, per ordine del generale Gallotti si trovava chiuso Dusmet coi suoi soldati, i quali, formati i fasci d’armi, s’erano abbandonati al sonno.
La critica posizione di Dusmet era un gran vantaggio per gli assalitori, ma egli potea ritirarsi coi suoi nel castello, e di là a giorno chiaro uscire ad affrontare l’inimico, o protrarre la difesa finchè non fosse giunto soccorso. La sua lealtà facea prevedere tutto ciò, l’idea quindi di sbarazzarsene.
All’uopo furono introdotti due individui nel portone del palazzo Ramirez, ove Dusmet riposava, li agevolò il guardaporta Federico Raspaolo, antico gendarme, e uno dei più solerti agenti del comitato. A notte avanzata furono spenti i fanali, e la città rimase sepolta nel silenzio, e nel buio. ―
XVI
Era l’una dopo la mezzanotte, tutto taceva, i soldati riposavano tranquillamente, quando un leggiero mormorìo s’intese, che progrediva dalla parte della piazza San Filippo verso il largo del Duomo. ― Erano i garibaldini di Bi-