Pagina:Cagna - Alpinisti ciabattoni.djvu/67

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

51


zite e lucenti nell’acqua verde, affrettando il lavoro, e su e giù per la piazzetta e sotto i portici, ferveva un insolito andirivieni di gente.

Il battello del dopo pranzo aveva già sbarcato varie comitive venute per la festa; ma la retata più grossa gli esercenti se l’aspettavano con l’ultima corsa del piroscafo e del treno.

Le campane della parrocchia riempivano l’aria di clangori festosi, cui rispondevano i bronzi della Basilica dell’Isola attraverso l’azzurro dell’onde e dell’aria.

L’Hôtel S. Jules che piglia con le sue dependances un quarto della piazzetta con burbanza inglese, spalancava le bocche dei balconi e delle finestre, sbadigliando l’uggia delle camere disabitate per lunga dissuetudine.

I barcajuoli del luogo speravano anch’essi in una buona giornata, tanto necessaria dopo lo scacco ricevuto da quel maledetto battello che aveva messo sulla paglia i poveri rivieraschi.

Anni addietro, al tempo degli inglesi, come si dice, se un forastiero voleva traghettare da Orta a S. Giulio, i barcajuoli stretti in lega si facevano pagare a dovere; e se c’era un po’ di maretta, una