Pagina:Cagna - Alpinisti ciabattoni.djvu/74

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— Peccato — disse il professore salutandoli — se arrivavano mezz’ora prima, c’era un superbo spettacolo di sole.

— Fa l’istesso — rispose Gaudenzio — el sol, l’è semper quel de jeri.

— Per il pranzo è un po’ presto; facciamo una passeggiata verso le ville?

— E così, vegnerà l’appetito — rispose Martina.

Decisamente quel professore era una perla.

S’incamminarono. Cominciava ad imbrunire.

Il sole erasi squagliato in una chiarità gialla, e la riviera impiattiva in una scialba ed uniforme tinteggiatura di smeriglio.

Martina con la sua schiena ossuta lucente di seta, imprigionata nel busto che ponzava in ogni verso la rigida steccatura, la spolverina sul braccio, l’ombrellino, il ventaglio e l’inevitabile panier, occhieggiava sbadata qua e là, senza por mente ai discorsi di Gaudenzio col professore.

Il droghiere intanto, un passo dietro l’altro, si metteva in intimità col suo nuovo amico, e già era dietro a raccontargli i suoi interessi di famiglia, e le sue abitudini laggiù nel suo paese.

Ormai, diceva, egli era tranquillo. Il suo primo figliolo, Leopoldo, era abile quanto lui nel maneg-