Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/184

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nel tuo sguardo, o Laura, trovo un’espressione di serietà che rivela un sensibile mutamento di carattere e di pensiero; parmi che quegl’occhi non siano più quali li mirai per la prima volta in Brescia. Non sparger lagrime sul dileguarsi delle tuo giovanili fantasticherie, non sospirare dietro l’abbandono di certe gioie troppo puerili, giacchè la tua intelligenza che si sviluppa, t’insegnerà altre gioie a cui il cuore non sarà più estraneo.

«Io saluto con tutta l’anima la malinconia del tuo sguardo. — Via quell’eterno sorriso ingenuo, che rivela una completa ignoranza della vita: la mestizia dello sguardo è un sorriso del cuore, e gli angeli sono rappresentati dai grandi artisti in atteggiamento malinconico.

«Benedetta le mille volte l’aura dei tristi pensieri che cancella dalle vergini fronti l’ingenuità di fanciulla per lasciarvi l’espressione della donna. Io guardo i tuoi occhi così ben disegnati, la mossa graziosa della cara testolina, le linee purissime della tua fronte, e trovo ovunque un senso di poesia che non so esprimere, ma di cui assaporo tutta la voluttà.

«Ieri verso sera volli regalarmi una passeggiata in barca; l’aria era fresca, il cielo sereno; tutto invitava a quella gita. — Quando fui nel bel mezzo del lago, mi colpì uno spettacolo veramente patetico. Sorgeva la luna, ma il cielo era ancor tinto di un roseo incerto per i riflessi crepuscolari. — Vedendo la faccia pallida dell’astro notturno, mi sovvenni che nella sera precedente l’avevamo contemplata insieme dal tuo terrazzo; lo rammenti? Concentrato in quella memoria, mi parve di essere trasportato nel tuo giardino, a te d’accanto....

«Queste sono illusioni, è vero; ma la vita non è forse per sè stessa una lunga fila d’illusioni? Chi lo