Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/210

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me che madamigella Ramati si faccia la sposa d’un altro?.... Val forse la pena che io mi prenda tanto fastidio per un’incostanza naturalissima, o dirò meglio... virtuosa? Ma che? non si hanno cento mila lire di dote per non avere il diritto di ridere, e divertirsi crudelmente alle spalle degli sciocchi, ed io mio caro Paolo sono fra questi.

— Con tante ricchezze si può liberamente lasciare da una parte la coscienza. — A ciascheduno il suo; tu hai pennelli, tavolozza, tela e colori; io il pianoforte, Haydn, Herz, Beethoven, Mendelssohn e Weber; madamigella Laura ha la sua dote.

— Prevedo che quel giorno delle sue promesse sarà uno dei più lieti di mia vita; ritornando a Milano, ti prego di annunziare a madamigella il mio arrivo per l’epoca fissata. È questo un dovere troppo sacro di gratitudine, e quella virtuosa signorina si merita assai più che non le congratulazioni d’un par mio.

— Tu le parlerai dunque della mia profonda... riconoscenza....

Non potè più proseguire, i singhiozzi gli soffocavano la parola; la violenza che egli fece per mostrarsi calmo coll’amico, lo prostrò del tutto, e si rovesciò sul seggiolone preda di un accesso di tosse secca e straziante.