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certo ad attivissimo cooperatore. Egli fu dei fondatori di quell’ottima istituzione degli Asili infantili alla cui testa, tuttavia, non rimase gran tempo dappoichè il presidente Cesare Saluzzo lo pregava ad uscirne per il bene della società, poichè lo si aveva in concetto di troppo liberale.

«E sì! esclamava Camillo Cavour alludendo a questo fatto nella tornata della Camera dei deputati, del 17 gennaio 1851, fra le risa di tutti i suoi colleghi, che io non era un gran rivoluzionario!»

Nel 1842 ei fu pure uno degli istitutori della Società agraria più volle mentovata nel corso di quest’opera, nella quale ebbe carica di consigliere, essendogli per tal modo concesso di diffondere quelle precise e variale cognizioni di agricoltura ch’egli aveva attinte dalla pratica e dai libri, e per la quale aveva egli il primo introdotti o fatti introdurre nuovi metodi, concimi e coltivazioni in Piemonte e nella Sardegna. Ma ben presto il maturarsi dei destini d’Italia, le nobili aspirazioni di Carlo Alberto, la morte del pontefice Gregorio XVI, l’elezione di Pio IX e le riforme da questi, nei primordi del suo regno concesse, aprirono un più ampio orizzonte al futuro rigeneratore d’Italia, e avvegnacchè alla stampa politica venisse concessa una qualche libertà, ei non mise tempo in mezzo a profittarne, fondando insieme al Balbo, al Galvagno e al Santarosa il giornale il Risorgimento, che non tardò ad essere apprezzato in tutta la penisola.

Questo foglio aveva per iscopo precipuo l’indipendenza d’Italia, l’unione tra i principi e i popoli, il progresso nella via delle riforme e la lega dei principi italiani tra di loro; proclamava i più nobili e i più sinceri caratteri del diritto e della forza essere la calma e la moderazione, due qualità che, secondo la mente del Cavour e de’ suoi compagni, non volevano e non vogliono dire remissione d’animo e fiacchezza di proposito, ma risoluto e imperturbato avanzare verso un fine chiaramente concepito con mezzi proposti ed approvati, non da una fantasia ammalata e delirante, ma da una mente sana e consapevole.

«II 21 dicembre dello stesso anno, dice il Bonghi,