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disamine che di queste leggi si fanno negli uffici; e bene spesso parla intorno ad esse, quando se ne discute nell’aula della Camera, dovendo il più delle volte farlo per obbligo, mentre è raro ch’ei non venga eletto relatore delle Commissioni di cui è chiamato a far parte.

L’avvocato Galeotti è uno dei più saldi e degni campioni del gran partito liberale moderato. La sua parola nobile, eloquente, spontanea ha molla autorità, e non di rado le grandi discussioni dell’Assemblea elettiva hanno termine con un ordine del giorno proposto dall’insigne Toscano, di cui ci siamo fatti biografi.




PIER CARLO BOGGIO


deputato.


Torinese, ha fatto i suoi studi nel collegio delle provincie, quindi ha appreso le discipline legali nell’Università nativa, e si è fatto avvocato. Giovane, di carattere eccessivamente intrapendente, nel senso, però, non il più elevato dell’espressione, e mosso da ambiziose velleità di una costanza degna di più nobile animo, egli si è dato attorno sempre, arrabattandosi in modo da far parlare di sè, sebbene un po’ a torto e a traverso. Non si può dire che l’avvocato Boggio manchi di qualsiasi ingegno; ma si può affermare, con sicurezza di non esser contraddetti dalle persone serie, che il di lui ingegno è mediocre, e il di lui sapere, come appunto accade di tutti i mediocri ingegni, superficiale. Egli ha avuto, non sapremmo a quest’ora dire se la ventura o la sfortuna d’imbattersi, ignoriamo come, nel conte di Cavour, il quale lo prese fino a un certo qual punto a proteggere, spalleggiandolo in qualche guisa, di maniera a far si che l’ambiziosissimo voto del Boggio, quello di entrare nella Camera elettiva, venisse a realizzarsi. Per verità non crediamo che gli uomini assennati di nessun paese volessero augurarsi un simil collega in seno ad un consesso di tal natura,