Pagina:Campanella, Tommaso – Poesie, 1938 – BEIC 1778417.djvu/71

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scelta di poesie filosofiche 65


di sé. E che sia eretica accidia quella che sorge contra beltá, poich’ella ci richiama al fattor Dio, e da’ simolacri vani e morti de’ libri umani e scuole e ricchezze umane ci ritira a Possanza di Dio, che puose in far le creature sue; le quali sono immagini, vestigi e tempii vivi del Fattore a chi ben stima. Cantò Petrarca una cosa tale, ma assai piú bassamente che l’autor nostro.

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Canzon del Sommo Bene, oggetto d’amor naturale

madrigale i

Ogni cosa si dice bella o brutta,
in quanto bene o male rappresenta.
Ogni cosa si dice mala o buona,
in quanto causa, dispone o fomenta
immortal vita o morte, in parte o tutta.
Ché sommo Bene o Sommo Mal consona:
quello oggetto final di tutti amori,
e questo tutti gli odii muove e sprona.
Ogni altro bello e ben or s’ama e prezza,
ed or s’odia e disprezza,
e par malía e bruttezza,
o al medesmo o a diversi amatori,
ch’al Ben sommo ora spine ed or son fiori;
che a nullo ente unqua annoia e sempre rape
tutti, ch’è per sé buono sempre e solo.
Quanto s’opra, si può, s’ama e si sape,
s’indrizza a lui, sí come fuoco al polo.

Perch’il Sommo Bene è la conservazione immortale, e ’l sommo male la destruzione, le altre cose si dicon buone o male, in quanto dispongono, o causano, o fomentano la vita o la morte; e belle o brutte, in quanto sono segnali di bene o di male. E però ogni cosa par buona o mala, bella o brutta al medesimo o a diversi, secondo che reca o mostra bene o male. Ma la vita immortale a