Pagina:Canne al vento.djvu/154

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con una voce che pareva le uscisse suo malgrado di bocca; ma subito corrugò le sopracciglia e sollevò gli occhi freddi beffardi fissando quelli della vecchia.

— Ebbene, che volete da me?

— Che lei parli a don Giacinto; sì, che gli dica: lascia in pace Grixenda o sposala.

— Io devo dirgli questo? E perchè proprio io? — domandò Noemi, e poichè l’altra a sua volta la fissava senza rispondere, ebbe una penosa impressione: le parve che la vecchia sapesse. Abbassò gli occhi e riprese, aspra e fredda: — io non gli dirò nulla! Mettetevelo bene in mente: lo sapevate, chi era, lui, e siete stata una cattiva nonna a permettere che Grixenda badasse a uno non adatto per lei.

— Perchè non adatto per lei? Un uomo libero è sempre adatto per una donna libera: basta ci sia l’amore. E vossignoria mia, sì, farà questa carità di parlargli. Non è il pane che le chiedo, è più del pane; è la salvezza di una donna. E il ragazzo le darà ascolto, perchè è buono e dice: non mi dispiace altro, solo che zia Noemi soffra per me.... Ebbene, glielo confido: egli parla sempre di vossignoria, e le vuol bene. Grixenda è persino gelosa di vossignoria.

Allora Noemi si mise a ridere, ma sentì le ginocchia tremarle e sentì nel cuore la bellezza luminosa del tramonto: era un mare