Pagina:Canne al vento.djvu/155

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di luce sparso d’isole d’oro, con un miraggio in fondo. Ella non aveva mai provato un attimo di ebbrezza simile.

Un attimo e il mondo aveva mutato aspetto. La vecchia la guardava, e nei suoi occhi vitrei la malizia brillava come la collana giovanile sul suo collo di scheletro.

— Cosa mi dice, dunque, donna Noemi? Me ne vado un po’ tranquilla? Sì, vero, mi aiuterà?

— Andate pure, — disse Noemi con voce mutata; ma la vecchia non se ne andava, profondendosi in ringraziamenti umili.

— La nostra casa misera è sempre stata accanto alla loro, come la serva accanto alla padrona. Non poteva durare, la nostra inimicizia! Zuannantoni mio piange, ogni volta che torna dall’orto; piange e dice: perchè le dame mi hanno cacciato via? E prende la fisarmonica e viene a suonare qui dietro il muro. Dice che fa la serenata a donna Noemi. L’ha sentito, vossignoria? E adesso tutto andrà bene.

— Speriamo: tutto andrà bene, — disse Noemi: ma non sapeva neanche lei che cosa dovesse andar bene. Sentiva un improvviso amore per tutti. — Dite a Zuannantoni che venga, stasera. Gli darò le pere rosse.

La vecchia le afferrò la mano, gliela baciò, andò via piangendo: ella tornò al suo posto. Il cielo scolorito ad oriente, sopra il monte