Pagina:Canne al vento.djvu/266

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così sei andato! Hai persino mutato di vesti. Rammentati quando volevi massacrarmi.

— Sono sempre a tempo, se non smetti! Dimmi, come stai?

— Non troppo bene. Da qualche tempo ho sempre male di testa, e il dolore e l’insonnia mi hanno ridotta così, piccola, curva, come succhiata dal vampiro.

— È giusto! — pensava Efix; ma non lo disse.

— È un male da cani, il male di testa, Efix mio. Ho persino promesso di andare in pellegrinaggio a San Francesco, adesso, in ottobre....

— Senti, — disse Efix, che s’era seduto davanti al focolare e non accennava ad andarsene, — è inutile che tu vai in pellegrinaggio: se hai da far penitenza falla in casa tua.

— Io non ho da far penitenza! Se vado, vado per devozione. La mia anima è davanti a Dio, non davanti a un peccatore tuo pari.

Egli abbassò la testa.

— Senti, — riprese, — io ho bisogno di vesti e di denari. Tu devi aiutarmi, Kallina: se vuoi tu puoi farlo. Io sono come il soldato ch’è stato alla guerra: torno, ma non posso tenere queste vesti.

— Dimmi almeno, dove sei stato?

— Così, ho voluto un poco girare il mondo. Sono stato fino in Oriente, dove c’era il tempio e la casa del Re Salomone.... Questa casa