Pagina:Canne al vento.djvu/267

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era tutta doro, con le porte che avevano per pomi melagrane d’oro.... e i piatti e i vasi erano d’oro e persino le chiavi e i pali per fermare le porte erano d’oro....

La donna lo guardava di sottecchi, mentre infilava i lacci nuovi alle sue scarpette senza buttar via i vecchi che a legare qualche cosa ancora potevan servire. Perchè egli parlava così, con un accento cadenzato da mendicante? Si burlava di lei, o aveva la febbre?

— Efix, anima mia, il girare per il mondo ti ha consumato le scarpe e il cervello!

Tuttavia gli prestò i denari.

Egli però non se ne andò.

— Non posso uscire così, presentarmi alle serve beffarde di don Predu. Bisogna che tu mi procuri le vesti: va: cosa pensi quando non dormi? Va, va, sei cristiana anche tu.

— Come, anch’io? Più cristiana di te, anima mia: io non ho mai lasciato la mia casa e il mio paese per correre il mondo da vecchia....

— Se non cessi prendo il palo, Kallì, bada!

Per tutto il giorno continuarono a insolentirsi, un po’ scherzando, un po’ sul serio: ma nel pomeriggio ella uscì e comprò un costume quasi nuovo da una donna il cui marito era andato in America.


Verso sera Efix ritornò dalle sue padrone. Sì, verso sera, come dopo una giornata di