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PROSPETTO BIOGRAFICO


SECOLI XIV, e XV.


Stavasi al finire del XIII secolo nella incertezza non solo, ma nella ignoranza di sicure letterarie leggi, quando all’apparire del fortunato XIV secolo tre genii quasi contemporanei, Dante, Petrarca, Boccaccio, sparsero sulla sconfortata Italia il loro splendore: splendore che sulle altre nazioni dell’Europa rifulgendo ancora, all’entusiasmo ognuno guidò del sapere. Gli Scaligeri, gli Estensi, i Visconti, Roberto Re di Napoli, i Gonzaghi, i Feltreschi, i Carraresi, i Caminesi, i Malatesti favorirono questa generale tendenza, nè all’invito sordo si rese il sesso men forte, chè più di una donna alzò la timida voce in Parnaso, e più altre l’avrebbero forse osato se le guerre civili, che agitavano allora l’Italia tutta, ogni madre, ogni sorella, ogni sposa temuto perpetuamente non avessero per la vita dei cari loro.

Fu allora però che esempio ai futuri di ancora non conosciuto elogio diede Giovanni Boccaccio, le donne lodando della antichità: esempio ne’ susseguenti secoli a profusione imitato, ma non bastante ad eccitarle allo studio delle scienze e delle lettere, allorchè delle scienze e delle lettere abbandonato si fosse il buon sentiero.

Giunse frattanto il secolo XV, che secondo ogni