Pagina:Canti (Leopardi - Donati).djvu/245

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nota 235

2. Il prezzo di ciascun volumetto è di carlini quattro pei primi 300 associati: al di lá di questo numero, sará di carlini cinque.

3. Ogni volume che contenga da sé opera distinta, finita l’associazione, si venderá separato carlini sei.

4. L’associazione è obbligatoria; quindi il soscrittore manchevole sará costretto a norma delle leggi.

Le associazioni si ricevono presso l’editore Saverio Starita, strada Quercia n. 14, e presso i distributori de’ manifesti.

Napoli, 15 giugno 1835.


Quali scritti il poeta fosse per dare nei due o tre volumetti promessi in questa edizione in piú di quelli della definitiva, non è certo possibile indovinare oramai. Forse lo illudeva la speranza di potere ancora condurre a termine alcuno dei tanti lavori divisati: è probabile ch’egli contasse di finire i Paralipomeni della Batracomiomachia; ed è sopratutto ragionevole credere ch’egli tenesse in maggior conto, che non abbiano mostrato di farne fin qui tutti gli editori dei suoi scritti, gli studi di filologia, e in particolare quel miracolo d’erudizione che è il Commentario intorno al Cronicon di Eusebio.

Due anni più tardi, e per la Francia, forse il Leopardi fu costretto a ridurre la sua scelta ai quattro fascicoli, che formarono i due volumi che il Ranieri dava come edizione «ordinata e accresciuta secondo gli ultimi intendimenti dell’autore».

Comunque, i rigori della censura borbonica sospesero la pubblicazione e soppressero quasi intieramente il primo volume (che conteneva i Canti), e fecero che fosse stampato malissimo e quasi nascostamente il secondo (contenente le Operette morali fino a tutto Il Parini, ovvero della Gloria).


Quasi negli ultimi mesi della sua vita il Leopardi preparò per il Baudry di Parigi la scelta degli scritti ai quali voleva raccomandata la sua fama: e ne aveva apprestati quattro volumetti o cahiers che servirono poi al Ranieri per l’edizione, che, solo otto anni dopo la morte del poeta, poté fare a Firenze, pei tipi di Felice Lemonnier, nel 1845.

Neppure l’edizione parigina (pare sopratutto per dissuasione del Tommaseo) fu fatta: nel 1843, sotto il titolo Parnaso italiano. Poeti italiani contemporanei magiori e minori preceduti da un discorso preliminare intorno a Giuseppe Parini e il suo secolo,