Pagina:Cantoni - Trattato completo di agricoltura, 1855, I.djvu/60

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54 funzioni secondarie delle piante.

cità od a forti balzi di temperatura, quali sarebbero nebbie e prine a stagione avanzata.

Alcuni ritengono che queste secrezioni anormali possano ritenersi quali vere escrezioni vegetali, al pari di alcuni piccoli grumi gelatinosi che si riscontrano aderenti alle radici, considerandoli materie espulse come inutili od eccedenti alla nutrizione, ed anche dannose alle radici ed alla nutrizione, di piante della stessa famiglia. Con ciò si vorrebbe spiegare l’antipatia di alcune piante a crescere vicine fra loro; il bisogno che hanno le radici di allungarsi per allontanarsi da queste materie escrementizie; e la necessità di dover in un tempo più o meno breve far succedere una pianta ad un’altra. Ma, quantunque una pianta possa abbandonare le materie eccedenti od inutili alla sua nutrizione, non ne verrebbe di stretta conseguenza che queste siano dannose alla pianta medesima, od a piante della stessa specie. Inoltre i fenomeni succitati si possono spiegare più facilmente in altro modo. L’antipatia d’una pianta per un’altra può essere causata dalle esalazioni reciprocamente nocive; e noi ne vediamo molte sfuggire l’ombra e la vicinanza della noce e della rubinia, che tramandano palesemente un’atmosfera puzzolente e pesante. Se poi le radici si allungano, egli è che avendo privato il terreno vicino de’principj necessari alla nutrizione, abbisogna ch’esse si spingano più avanti in traccia di nuova terra; da ciò la necessità di cambiar la terra nei vasi, il difetto di seminar fitto e la cattiva riuscita di quelle piantagioni, che, fatte in terreno compatto, subito intristiscono quando, obbligate ad escir dalla fuoppa per cercar nuovo alimento, non possono farlo agevolmente. Oltre di che abbiamo visto che le radici crescono col crescere del tronco e dei rami. Il dover cambiare il vegetale coltivato in un terreno, od il vedere le varietà che naturalmente si succedono, dipende pure dallo stesso principio, cioè che essendo privo il terreno degli elementi necessarj per la nutrizione d’una pianta,