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Pagina:Capella - L'anthropologia, 1533.djvu/24

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DELL'ANTHROPOLOGIA

mura, et rocche, et castella bastanti à sostenere l'empito degli stromĕ(n)ti di guerra, che gli antichi usavano; et in esse, per meglio contenere gli huomini, furono fatti i tempij; et dato à credere alle genti, che Giove tuonasse et fulminasse contra i delitti de mortali; la quale paura nŏ(n) essendo bastante à reprimere l'iniquità de molti, ne quali potea piu la cupidigia, che il timore, furono da coloro, che haveano le città fondate, scritte le leggi; et stabilite le pene contra li disubidienti; et cosi la prima bellezza degli edifici fu fabricata in honore degli dei immortali. Dapoi quelli, che haveano piu ricchezze, cominciarono affar superbi palagi, come di Lucullo, di Sylla, di Pericle, di Cymone, et d'altri infiniti si legge: et à cotal modo si destarono gli ingegni de sottili architetti. Si che questa arte è homai pervenuta al sommo; senza che le donne possano di cio veruna lode vendicarsi. Et percio che poco era à gli huomini veder le ville, et le città da loro dificate: se etiandio quello, che in altri paesi era da altri fatto non vedevano; et non partecipavano insieme l'arte, et l'industria loro per cio trovandose ne viaggi di terra traposte immense solitudini, senza agio di ripararsi le notti al coperto, infiniti torrenti, fiumi profondissimi, pericoli di fiere selvaggie, et d'huomini non men che fiere crudeli: per fuggir simili disagi fu l'ardimento di Iason, il quale primo con navi passò da Grecia in Cholco da molti in diversi paesi imitato: et da principio con legni rozzamente lavorati appena osavano gli huomini navigar lungo i liti, dapoi fatte piu salde navi, apoco apoco di mettersi piu avanti presero ardire; infino che passate