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Pagina:Capella - L'anthropologia, 1533.djvu/30

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DELL'ANTHROPOLOGIA

trappassare senza compagnia. I poveri ancora nelle loro fatiche hanno compagni, et amici: et le feste, che cessano, et attendono à ristorare la noia di tutta la settimana, stanno per gli alberghi et per le piazze giocando, et dandosi con gli amici buon tempo. Ne si legge d'altra persona se non di Timone Atheniese, à cui spiacesse haver amicitia; et percio fu chiamato odiatore dell'humana generatione. Ma quantunque le amicitie à tutti piacciano; nondimeno in esse maggior nome, et fama hanno rapportato gli huomini: et quelle coppie d'amici, de quali ho detto, et alcuni altri che ne libbri si leggono, tutti furono de maschi, ove di femina non si truova essempio, come di cosa incostante, et che per ogni picciola cagione è pronta à lasciare l'amore. il che nelle vere amicitie non accade. Anzi Damone rimaso ostaggio presso Dionysio tiranno dell'amico suo Pythia p(er) cagione capitale; et ritornato al termine, maravigliandosene Dionysio perdonò al reo; et pregò loro, che l'accettassero per terzo nell'amicitia: et Pilade, dovendo morire Oreste, affirmava se Oreste essere, per liberare l'amico, et se stesso condannare. Il che nŏ(n) credo che veruna femina havesse fatto. A cotal modo, disse Madonna Iphigenia, non si truoverà hoggi cosa, in cui le donne vagliano. Poche credo se ne truoveranno, rispose il Musicola, delle utili; essendo, come uno gia disse, cosi nominate perche danno diano; ma nelle dilettevoli havranno piu favore; in alcune delle quali forsi gli-huomini vincono, come nell'atto carnale; il quale oltra la dilettatione, che è grandissima, ha in se utilità maravigliosa. percioche altrimenti non si potria mante-