Pagina:Capuana - Giacinta.djvu/96

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 94 —


XV.

Il dispaccio telegrafico era arrivato di sera, mentre il salotto della signora Marulli era ancora pieno di gente.

— ... Una cattiva notizia? — domandò la Villa vedendole fare una piccola scossa.

— Sì — rispose la signora Teresa. — È morto a Parigi quel mio parente...

E le porse il foglio.

— Oh!!!

La signora Villa non aveva saputo frenare un’esclamazione di meraviglia.

Il dispaccio del notaio annunziava anche un legato di trecento mila lire per Giacinta, tutto in cartelle, già in deposito presso di lui.

Nella confusione che accadde nel salotto, perchè tutti volevano leggere il dispaccio, far le condoglianze, per mostra, e rallegrarsi della inaspettata fortuna toccata alla ragazza, Andrea era rimasto in un canto, impensierito di quella notizia, senz’avere il coraggio di avvicinarsi alla signora Marulli e a Giacinta per imitare gli altri.

— E ora? — si domandava. — E ora?

— Eh? — gli disse il Ratti, battendogli sulla spalla. — Ecco una disgrazia che probabilmente non capiterà nè a voi nè a me, caro Gerace!

Andrea rispose soltanto:

— Ma...!

E guardava, con una grande stretta al cuore, il signor Marulli che, accorso tutto commosso dalla sala da gioco, abbracciava in quel punto la figliuola come se gli fosse tornata fra le braccia da morte a vita.