Pagina:Carli - Dell'anfiteatro di Verona, 1785.djvu/13

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quella principalmente del chiaro Marchese Maffei distolto m’avrebbero dall’inoltrarmi in nuove ricerche su tale argomento, s’eglino stessi non avessero lasciato libero il campo ad altri pareri, mostrando poca persuasione de’ loro stessi giudizj, e convenendo alla fine di non aver ritrovati fondamenti autorevoli, sopra cui stabilire delle men dubbie asserzioni.

Io frammezzo di queste tenebre ho creduto di scoprire una luce ne’ libri di Tacito: l’ho secondata internandomi negli sparsi ragguagli della sua storia; e n’è derivato un accordo di circostanze, insiem componenti la verisimiglianza, o fors’anche l’evidenza di un fatto, ch’è per quanto si aspetta all’antiquaria importante.

E’ malagevole però l’impresa, trattandosi d’argomento sopra del quale ha versato la critica de’ letterati: giacchè non si vorrà certamente, che rimasto sia ignoto il senso della tradizione, dopo che sì gran numero di chiari ingegni aver devono esauriti i soggetti dell’antiche dottrine, e cogli studj, e cogli scritti, e co’ lunghi comenti essiccati perfino i fonti delle scoper-