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Pagina:Carli - Dell'anfiteatro di Verona, 1785.djvu/19

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ed interpreti di chiaro grido abbiano potuto inosservata trascorrere simil notizia. Il perchè lo vedremo ben tosto. Esaminiamone intanto il fatto nel suo principio.

Alquanti giorni dopo la battaglia di Bedriaco,[1] Borgo situato tra Verona e Cremona, Vitellio disceso dalle Gallie in Torino[2] covando in petto timore delle vinte legioni, che sparse per l’Italia, e miste co’ vincitori minacciavano tumulti...[3] si pose quietamente a dividerle...[4] sbandando i Pretoriani principalmente da lui temuti, e disarmandoli, e licenziandoli poi con onesto congedo...[5] La Prima legione inviò dall’accampamento in Ispagna a poltrir nella pace e nell’ozio; mandò a lor proprj quartieri la Settima e l’Undecima; ed impiegò i soldati della Decimaterza nelle fabbriche degli anfiteatri. Qual altro anfiteatro esiste in questo lato d’Italia, che attesti la veracità di questo istorico documento, e faccia fede dell’industria delle


  1. ↑ Inter Veronam Cremonamque situs est (Bedriaci) vicus.
  2. ↑ Augebat Vitellium victarum legionum haud quaquam fractus animus: sparsæ per Italiam, & victoribus permixtæ hostilia loquebantur...
  3. ↑ Et quidem partes modeste distraxerat....
  4. ↑ Proxima Vitellio e prætoriis cohortibus metus erat; separatim primo, deinde addito honestæ missionis lenimento....
  5. ↑ Prima classicorum legio in Hispaniam missa, ut pace, & otio mitesceret; undecima, ac septima suis hibernis redditæ; Tertiadecimani struere amphitheatra jussi. Tac. hist. lib. 2.