Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/243

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243 Annotazioni alla Lettera 135, (A) Monsignor Landucci, più Tolte cUato, Tnole che 1’ tino di qoesti tre romiti, cioè frate Andrea da Loca, fosse dell’Ordiae eremitano di Lecceto, e che partendo di questo convento n’andasse a Spoleto, nè io ho che opporre in contrario; onde, avvegnaché la lettera sia cornane a tutti e tre, non è gran fatto che convenissero si nel far vita di romiti, ma uno d’essi vivesse a regola d’Ordine religioso, gli altn a quella di semplice congregazione; giacché, se tatti stati fossero Agostiniani cene porgerebbe alcun indicio il titolo che noi tace delli altri. La congregazione de’romiti di monte Loco è antichissima d’ insolazione, volendosi per gravi autori, che si fondasse circa l’anno 528, per s. Isa

portatosi di Soria in queste parti ad abitarvi, ove die’ l’abito di romito a diverse persone bramose della solitudine. Posero queste le loro abitazioni in monte Luco, ch’è una montagna che sorge più alta di quella sn la qaale posa la città di Spoleto, vicina d’uo miglio da qncsta, dando principio ad una congregazione che per tanti secoli infin ad oggi fiorisce. Non sono questi romiti veri religiosi, non essendo legati co’sagri voti che danno l’essere al religioso, nò però vivono a regola del proprio capriccio, avendone alcune date loro dai vescovi di Spoleto, che sono i loro legittimi superiori.


L’ abito che vestono è Io stesso che quello de* religiosi minimi dt s. Francesco di Paola, che dicesi averne tolta la forma da quei romiti per darlo a’ sno. religiosi. Nella stessa montagna però veggonsi sparse picciole celle abitate pur esse da romiti, i quali però nulla punto s’attengono a questa congregazione, Forse questi, a cui scrive la santa, erano di questa maniera.

(B) Un pastore giusto e buono. Pongansi questi aggiunti che la santa dà al pontefice Urbano \ I, al confronto con quei accennati di sopra dati a lui da’scoi contrarj, e chi è schietto di passione, giudichi cui debbas: prestar tede intorno a’costumi di questo pontefice, o ad essi o a questa vergine, cui ninno giammai ardi notare d* adulare il v!zio; che anzi ad alcuno sembrò, che con troppo zelo lo sferzi in queste lettere.

(C) Tra ì quali che egli ha eletti sete voi. Forse la santa medesima mandò a quest* buoni romiti alcun breve del pontefice che a sè gli chiamava, come tatto aveva a don Bartolomeo Serafini certosino. Se tutti i tre ubbidissero e ne andassero a Roma, non ve n’ha certezza veruna. Di sienro s’ ha, che frate Andrea da Lucca adiempiè l’ordine avuto, avvegnaché già vecchio e poco sano, come ce n’assicura la santa medesima nella lettera i3i,iu cui pure Io appella gran servo di Dio.

(D) Ed è suscita e scaricata la coscenzia nostra. Il Fani nella sua edizione ha posto sopita in luogo di suscitai uoi l’abbiamo volata conservare giacché ora la troviamo registrala ne’vocabolar’ col significato di liberala o quisi suscitata che qni va a cappello. „