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36 V. — LE METEORE LUMINOSE.

volte più rapide che il suono e che i proiettili delle artiglierie.

Le cadenti vanno a sciami: talora a sciami densi e serrati, analoghi, astrazion fatta dalle dimensioni, agli sciami di moscerini che d’estate si vedono nella nostra atmosfera: talora a sciami diffusi che non di rado occupano tutto l’anello disegnato dalla loro orbita, e formano così attorno al Sole una corrente continua che ritorna in sè medesima.

I diversi corpuscoli di uno stesso sciame descrivono orbite simili e parallele, e questa è la ragione per cui le loro traiettorie apparenti sembrano divergere da un punto unico, o meglio, da uno spazio ristretto della sfera celeste, da quello irradiando verso tutte le direzioni.

I diversi corpuscoli di uno stesso sciame percorrono orbite situate a grandissima distanza dalla superficie terrestre, e questa è la ragione per cui diversi osservatori, collocati a distanze anche grandi sulla superficie della Terra, vedono in un dato istante la radiazione procedere dal medesimo punto del cielo e dalle medesime stelle.

Le orbite percorse dai diversi corpuscoli di uno stesso sciame non di rado incontrano l’orbita descritta ogni anno dalla Terra, e se avviene che sciame e Terra vengano a passare contemporaneamente per questo punto in cui le orbite rispettive si tagliano, uno scontro succede. I corpuscoli dello sciame penetrano nell’atmosfera terrestre, col loro rapido muoversi attraverso ad essa resistente sviluppano il calore necessario alla loro conflagrazione, si accendono di luce viva, e, divenendo visibili, a noi appaiono come stelle che tramutino loco.

Le cadenti si accendono nelle regioni più elevate dell’atmosfera terrestre, ad altezze che di rado oltrepassano 180 o 220 chilometri; raramente discendono più basso che 70 o 90 chilometri. Compiono la loro corsa luminosa in una regione dove l’aria è estremamente rara; in quella regione vengono arrestate dall’atmosfera, disfatte, disperse; in essa terminano la loro esistenza come corpi cosmici indipendenti. Si trasmutano, si disperdono in vapori od in pulviscolo impalpabile, e generano così una polvere atmosferica, che, per distinguerla dall’altra d’origine terrestre, si dice polvere cosmica.

Se lo sciame meteorico incontrato dalla Terra è molto diffuso, o se la Terra lo attraversa secondo una delle sue dimensioni minori, il numero delle stelle cadenti a cui esso dà luogo è piccolo; se lo sciame è denso, serrato, e se la Terra lo attraversa in pieno, allora succede una pioggia di cadenti, analoga alle ricordate del 1866, del 1872, del 1885, in cui il numero delle meteore, che infiammandosi diventano visibili, sale a decine di migliaia in un’ora. Pioggia di fuoco, pioggia nel senso vero della parola, in quanto in essa, come nelle pioggie d’acqua, le linee percorse dalle diverse goccie, sieno esse perpendicolari o inclinate rispetto all’orizzonte, sono esattamente parallele fra loro.

3. Le orbite descritte in generale dalle stelle cadenti nello spazio sono analoghe per natura, forma e disposizione alle orbite delle comete. La velocità assoluta delle cadenti, quando urtano l’atmosfera terrestre, è prossima alla velocità che corrisponde al moto parabolico attorno al Sole, e sta alla velocità della Terra nella sua orbita nella proporzione di 141 a 100. La velocità che corrisponde allo scontro delle cadenti colla Terra muta secondo la direzione del loro movimento; è massima quando esse urtano la Terra venendo da un punto poco lontano da quello verso cui la Terra in quell’istante si muove (apice), in tal caso la velocità loro e quella della Terra sommandosi insieme; è minima quando esse inseguono la Terra e la raggiungono in grazia della loro maggior velocità assoluta, la velocità loro e quella della Terra sottraendosi in tal caso l’una dall’altra; assume un valore intermedio quando esse incontrano la Terra prendendola di fianco rispetto alla direzione del suo movimento. Se la Terra si muovesse con velocità infinita, noi non vedremmo che stelle cadenti le quali vengono dalla regione dell’apice; la combinazione del vero moto orbitale della Terra col suo moto quotidiano di rotazione fa sì, che le regioni attorno all’apice sembrino emettere maggior numero di cadenti che non le opposte, e che, culminando le regioni stesse verso le sei ore del mattino, cresca, come si disse, nelle ore prossime al mattino il numero delle cadenti visibili.

4. Alcune comete percorrono nello spazio orbite identiche a quelle percorse da certi sciami di cadenti. La tenuità e diffusione delle masse cometarie fa sì, che in ogni cometa, la quale avvicinandosi al Sole entra nella sua sfera d’azione, l’attrazione reciproca delle sue parti presto venga superata dalla maggiore attrazione sovr’esse esercitata dal Sole, e più non basti a bilanciarla. Il Sole diventa per tal modo, rispetto alle comete che gli si avvicinano, una forza disgregante e di dispersione, ed attraendo esso diversamente le parti della cometa più vicine e le più lontane, queste e quelle diversamente disperde, e la massa delle comete, disperdendosi, si allunga e si trasforma in corrente. Nè il Sole soltanto, ma ogni pianeta, la Terra non esclusa, se avvicinato da una cometa, esercita sovr’essa un’analoga azione dispersiva. Ove una cometa fosse portata dal proprio movimento contro alla Terra, prima di arrivare alla superficie di questa si dissolverebbe in gran parte.

Molto probabilmente quindi le cadenti provengono dalla dispersione della materia delle comete. “Le correnti meteoriche sono il prodotto della dissoluzione delle comete, e constano di minutissime particelle che certe comete hanno abbandonato lungo la loro orbita in causa della forza disgregante che il Sole ed i pianeti esercitano sulla materia rarissima di cui sono composte.„

5 Vi sono fra le pioggie di cadenti le periodiche, le pioggie cioè che si riproducono, trascorso un periodo determinato di tempo.