Pagina:Cenere.djvu/19

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Solo in autunno zio Micheli si accorse che sua figlia aveva peccato. Una collera feroce invase allora l’uomo stanco e sofferente che aveva conosciuto tutti i dolori della vita, fuorchè il disonore. A questo si ribellò. Prese Olì per un braccio e la cacciò via di casa.

Ella pianse, ma zio Micheli fu inesorabile.

Egli l’aveva avvertita mille volte; e forse avrebbe perdonato se ella avesse peccato con un uomo libero; ma così no, non poteva perdonare.

Per qualche giorno Olì visse nella casa in rovina intorno alla quale Anania aveva seminato il grano; i fratellini le portavano qualche tozzo di pane, ma zio Micheli se ne accorse e li bastonò.

Allora Olì, per non morire di fame e di freddo, giacchè l’autunno copriva di grandi nubi livide il cielo, e il vento umido soffiava attraverso le macchie arrossate dal gelo, s’avviò verso Nuoro per chiedere aiuto all’amante. Fosse caso od avvertenza, a metà strada incontrò Anania che la confortò, la coprì col suo gabbano e la condusse a Fonni, paese di montagna, al di là di Mamojada.

— Non aver paura, — disse il giovine, — ora ti conduco da una mia parente, presso la