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gli disse: «Zuanne Atonzu, vuoi prender parte ad una bardana? Si andrà in gran numero, guidati da banditi abilissimi, e si assalterà, in un paese lontano, la casa di un cavaliere che ha tre casse piene d’argenteria e di monete. Un uomo di quel paese è venuto apposta nel Capo di sopra1 per raccontare la cosa ai banditi, invitandoli a fare una bardana; egli stesso ci indicherà la via. Ci son foreste da attraversare, montagne da salire, fiumi da guadare. Vieni ».

Mio marito mi svela l’invito del suo amico.

« Ebbene, dico io, che bisogno hai tu dell’argenteria di quel cavaliere?» «No, risponde mio marito, io sputo sulla forchetta che può spettarmi dopo il bottino, ma ci son foreste e montagne da attraversare, cose nuove da vedere, ed io mi divertirò. Sono poi curioso di vedere come i banditi se la caveranno. Non accadrà niente di male, via; tanti altri giovani verranno, come me, per dar prova di abilità e per passare il tempo. Ebbene, non è peggio se vado alla bettola e mi ubriaco?» Io piansi, scongiurai, — continuò la vedova, sempre torcendo il filo con le dita scarne, e seguendo con gli occhi cupi il movimento del fuso, — ma egli partì. Disse di recarsi a Cagliari per affari.... Egli partì, — ripetè la donna, con un sospiro, — ed io rimasi sola: ero incinta. Dopo seppi come andarono i fatti. La compagnia era composta di circa sessanta uomini, viaggiavano a piccoli grup-

  1. La provincia di Sassari.