Pagina:Cenere.djvu/296

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 290 —

vuoi?» «Io so che tu hai un sacchettino così e così: io so chi te lo ha dato; se tu oggi hai tante tancas e servi e buoi lo devi a quella povera anima che ora è ridotta a sette once di polvere. Addio, dammi un po’ di pane col miele. E perdona alla povera anima ». « Servi, segnatevi, questa vecchia che indovina ogni cosa è Maria Santissima.... » Ah, ah, ah, la rezetta, la voglio.... Quel giovine non è.... lui! La rezetta... la rezetta....

All’alba zia Grathia entrò da Anania e gli raccontò ogni cosa.

— Ah, — diss’egli con un sorriso amaro, — ci voleva anche questa! che ella dubitasse! Glielo farò vedere io.... se sono io!

— Figlio, non essere snaturato: contentala almeno in questa piccola cosa.... — supplicò zia Grathia.

— Ma io non l’ho più quel sacchettino; l’ho buttato via: se lo ritroverò ve lo manderò.

Zia Grathia insistè inoltre per sapere l’esito del colloquio che Anania avrebbe avuto con la fidanzata.

— Se ella veramente ti vuol bene, si rallegrerà della tua buona azione, — gli disse, per confortarlo. — No, non ti rifiuterà, anche se tu le dici che non rinneghi tua madre. Ah, l’amore vero non bada ai pregiudizi del mondo: io amavo pazzamente mio marito quando tutto il resto del mondo lo disprezzava....

— Vedremo, — disse melanconicamente Anania, — vi scriverò....