Pagina:Cennini - Il libro dell'arte, 1859.djvu/136

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96 trattato della pittura

pre), campeggiare il campo, o vero lacci, di cinabro temperato pur con rossume d’uovo; poi di una lacca fine ad olio ne da’ una volta o due sopra ogni lavorío, sì come laccio in campo.

Ad idem. Se vuoi fare un bel drappo d’azzurro oltremarino, metti il tuo vestire d’ariento brunito: disegna il tuo drappo; metti, o vuoi i campi o vuoi i lacci, in questo azzurro temperato con colla. Poi a distesa gualivamente ne da’ sopra i campi, e sopra i lacci: ed è un drappo avvellutato.

Ad idem. Campeggia i vestiri, la figura, di quel colore che vuoi aombrarla. Togli poi un pennello di vaio sottile, ed i mordenti. Spolverato che hai, secondo dove vuoi fare i drappi e lacci, lavora di mordenti, come innanzi te ne tratterò. E questi mordenti puoi mettere ad oro od ariento; e rimangono belli drappi, spazzandoli e brunendoli con bambagia.

Ad idem. Avendo lavorato di qual colore tu vuoi, sì come ho detto qui di sopra, e volendolo fare cangiante, va’ lavorando sopra l’oro di che colore ad olio tu vuoi, pur che svarii dal campo.

Ad idem, in muro. Metti il vestire di stagno dorato; campeggialo del campo che vuoi; spolvera, lavora, e gratta il drappo con lo stile del legno, temperati i colori sempre con rossume d’uovo. E sarà assai bel drappo, secondo muro. Ma di mordenti puo’ tu lavorare così in muro, come in tavola.