Pagina:Cennini - Il libro dell'arte, 1859.djvu/68

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28 trattato della pittura

brunire oro in tavola; le quali vengono di colore nero e perfetto, bruno come un diamante.1 La prieta pura è di color di pagonazzo, o ver morello, ed ha un tiglio come cinabro. Pesta prima questa tal prieta in mortaio di bronzo, perchè, rompendola in su la tua proferitica prieta, si potrebbe spezzare; e quando l’hai pesta, mettine quella quantità che vuoi triare in su la pietra, e macina con acqua chiara; e quanto più la trii, più vien migliore e più perfetto colore. Questo colore è buono in muro a lavorare in fresco; e fatti un color cardinalesco, o ver pagonazzo, o ver un color di lacca. Volerlo adoperare in altre cose, o con tempere, non è buono.


Capitolo XLIII.

Della natura di un rosso ch’è chiamato sangue di dragone.


Rosso è un colore che si chiama sangue di dragone. Questo color alcune volte si adopera in carte, cioè in miniare. Lascialo pur stare, e non te ne curar troppo, chè non è di condizione da farti molto onore.


Capitolo XLIV.

Della natura di un rosso il quale vien chiamato lacca.


Rosso è un colore che si chiama lacca, la quale è colore artifiziato. Ve n’è più ricette; ma io ti consiglio per lo tuo denaro togli i color fatti, per amor delle pratiche; ma guarda di cognoscer la buona, perocchè ce n’è di più ragioni. Si fa lacca di cimatura di

  1. Tanto il Laurenziano quanto il Riccardiano hanno bruno; la stampa del Tambroni, buono. Stiamo con la lezione dei due Codici, perchè si sa che tra’ vari colori de’ diamanti, v’è anche il bruno.