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| la guerra gallica — libro vi | 143 |
Costumi e religione dei Germani.
XXI. - I Germani hanno costumi assai differenti. Non hanno infatti druidi che presiedano alle cose divine, nè dànno troppa importanza ai sacrifizi. Mettono nel novero degli Dei soltanto quelli che vedono e della cui potenza si giovano: cioè il Sole, Vulcano e la Luna[1]. Degli altri non è giunta loro neppure la fama. Tutta la loro vita consiste nel cacciare e nell’addestrarsi alla guerra, e fino da piccoli s’avvezzano alle fatiche ed agli stenti. Quelli che osservano più a lungo la castità, acquistano il più alto titolo di lode, perchè pensano che se ne avvantaggino e la statura e la saldezza dei nervi: conoscere poi una donna prima dei vent’anni è considerato come una delle cose più turpi. Di queste faccende peraltro non fanno alcun mistero, poichè si bagnano insieme uomini e donne nei fiumi, e, non avendo altro vestito che pelli o corte pellicce, lasciano nuda una grande parte del corpo.
L’organizzazione guerriera, la collettività rurale
e le cinture desertiche.
XXII. - Non hanno alcuna passione per l’agricoltura e la maggior parte del loro vitto consiste in latte, cacio e carne. Nessuno possiede un tratto determinato di terreno con propri confini, ma i magistrati ed i principi assegnano ogni anno alle tribù ed ai gruppi affini una terra, la cui estensione ed ubicazione sono fissate a loro talento. E, d’anno in anno, gli abitatori devono passare altrove.
Dànno molte spiegazioni di questo fatto. Anzitutto non vogliono che i loro uomini, attratti dalla consuetudine, sostituiscano a poco a poco all’amore per le armi l’amore per l’agricoltura; non vogliono che l’avidità li spinga a farsi confini sempre più larghi e che, quindi, i più potenti possano cacciare dalla terra i più umili; non vogliono che essi costruiscano case per paura del freddo e del caldo; non vogliono che nasca cupidigia di denaro la quale generi a sua volta fazioni e discordie; non vogliono, infine, che la plebe esca dalla sua tranquillità e s’alteri l’assoluta eguaglianza delle fortune.
- ↑ Si legge in Tacito (Germania, IX, 1) che essi adoravano anche Mercurio, Ercole e Marte. Per i riferimenti precedenti circa gli usi e costumi dei Germani, si veda lib. IV, cap. I sgg.