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| 158 | c. giulio cesare |
del sole, innanzi che finisse la prima vigilia della notte[1] si sapeva già nel paese degli Arverni, cioè ad una distanza di circa centosessanta miglia.
Vercingetórige[2].
IV. - Allo stesso modo, in Arvernia, l’arvernio Vercingetórige — figlio di Celtillo — giovane di grandissima potenza, il cui padre aveva avuto il primato su tutta la Gallia e per questo, agognando al regno, era stato ucciso dal suo popolo, radunati i suoi clienti, facilmente li infiamma. Appena note le sue intenzioni si dá mano alle armi. Ma lo zio Gobannizione e gli altri capi che non vogliono si corra questo rischio, sbarrano la strada a Vercingetórige e lo cacciano dalla città di Gregovia[3]. Vercingetórige non desiste per questo e fa nelle campagne una leva di gente misera e perduta. Formata questa truppa, egli riesce a trarre dalla sua tutti i conterranei che incontra e fa propaganda dovunque perchè si prendano le armi per la comune libertà. Messe finalmente insieme grandi forze, caccia a sua volta gli avversari da cui poco prima era stato cacciato. È salutato allora re dai suoi e manda da ogni parte ambascerie esortando tutti a rimanere fedeli alla causa. Ben presto egli si trova a fianco i Sénoni, i Parisii, i Pietoni, i Cadurci, i Turoni, gli Aulerci, i Lémovici, gli Andi e tutti gli altri popoli prossimi all’Oceano[4]. Per consenso unanime gli s’affida il comando supremo. Ottenuto tale potere, ordina a tutte quelle popolazioni la consegna degli ostaggi, comanda e fissa a ciascuna un contributo di soldati — che deve essergli mandato al più presto — determina la quantità d’armi che ogni popolo deve allestire e provvede con particolare cura alla cavalleria.
Ad una somma attività accoppia una somma severità nell’esercizio del comando e costringe gli esitanti a forza di castighi. Per una colpa grave condanna al fuoco e ad ogni altro tormento; per una colpa lieve rimanda il colpevole a casa con le orecchie mozze, o un occhio vuotato, perchè serva d’esempio e perchè l’atrocità della pena atterrisca gli altri[5].
- ↑ Intorno alle ore otto di sera.
- ↑ Sul carattere, sulle opere degli Arverni e sul loro regno, si veda E. Desjardins, op. cit., II, p. 423 sgg.; Jullian, op. cit., III, p. 418 sgg. e Vercingetorix, Paris, Hachette edit.
- ↑ Cittadella nei pressi di Clermont-Ferrand.
- ↑ I Cadurchi abitavano il Quercy: tutte le altre popolazioni sono già precedentemente note.
- ↑ Di Vercingetórige così parla Floro: «Hic corpore, armis, spirituque terribilis, nomine etiam quasi ad terrorem composito» (I, 45, 21). Si crede che il nome significhi: «gran re dei guerrieri».