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| la guerra gallica – libro vii | 171 |
secchi e vi rovesciavano pece ed altre materie infiammabili, tanto che più non si sapeva dove fosse più urgente accorrere ed a chi porgere il minimo aiuto. Tuttavia, avendo Cesare disposto che due legioni vegliassero sempre innanzi al campo e che ancora più soldati — a turno — attendessero ai lavori del terrapieno, si potè rapidamente fare in modo che alcuni rintuzzassero l’assalto, altri arretrassero le torri, altri infine isolassero il terrapieno, mentre tutti i soldati accorrevano in folla ad estinguere il fuoco.
XXV. - Era già passato tutto il resto della notte ed ancora si combatteva dovunque. Nel nemico si riaccendeva continuamente la speranza della vittoria, anche perchè esso vedeva i rivestimenti[1] (plutei) delle torri ormai bruciati ed i nostri bersagliati nell’accorrere allo scoperto in aiuto. Alle truppe stanche i Galli di continuo davano il cambio con truppe fresche, perchè essi ritenevano per fermo che la loro sorte dipendesse appunto da quei momenti.
Accadde allora sotto i nostri occhi qualcosa di memorabile e che noi non crediamo di dover omettere a questo punto. Innanzi alla porta un Gallo scagliava contro una torre in fiamme proiettili di sevo e pece che gli venivano passati dal di dentro: un colpo di scorpione[2] lo trapassò dal fianco destro e lo stese al suolo. Uno dei vicini scavalcando il caduto riprese il passamano interrotto. Colpito allo stesso modo dallo scorpione cadde a sua volta, e gli successe allora un terzo ed al terzo un quarto ed il posto non rimase mai deserto, fintantochè — spento l’incendio del terrapieno ed allontanati da tutta quella parte i nemici — la battaglia non ebbe termine.
Tentativi di evasione.
- ↑ Il vocabolo «pluteus» si applica, genericamente, a qualunque specie di rivestimento, o blindamento, sia di graticcio che di cuoio. Vegezio (IV, 15) chiama più specificatamente con tale parola una specie di mantelletto ricurvo (apsis) di graticcio, o cuoio, montato su tre ruote, per riparo degli attaccanti. Vedasi anche Festo, Ep., 231; Ammiano, 21, 11, 6; Isid., Orig., 18, 11, 3.
- ↑ Scorpione (scorpio), specie di catapulta con affusto.