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Pagina:Cesare - La guerra gallica, traduzione di Eugenio Giovannetti, Firenze, Le Monnier, 1939.pdf/181

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la guerra gallica – libro vii 175

plicano di aiutarli in un frangente assai grave. «Essi dicono di trovarsi in una situazione estremamente pericolosa, perchè, mentre s’era sempre creato un solo magistrato che aveva per un anno un potere regio, due uomini avevano d’improvviso assunto la magistratura ed ognuno dei due si vantava legittimamente eletto. Uno dei due era Convictolitave — giovane facoltoso ed illustre — l’altro Coto, nato da antichissima famiglia, uomo di grande potenza egli stesso e di grande parentado, il cui fratello Valeziaco aveva occupato la stessa carica l’anno prima. Tutto il popolo era adunque in armi ed era diviso il senato, diviso il popolo, divisa ogni clientela. Se la scissione si fosse acuita, le due parti sarebbero venute a conflitto. Gli Edui ricorrono all’autorità ed alle premure di Cesare perchè ciò non avvenga».


L’intervento di Cesare.

XXXIII. - Cesare, benchè trovi dannoso l’allontanarsi dalla guerra e dal nemico, non ignorando pur tuttavia quanti mali sieno soliti nascere dalla discordia ed affinchè non trascenda alla guerra civile una così nobile e così fedele popolazione — da lui sempre aiutata e favorita con ogni mezzo — ed anche perchè la fazione più debole non si induca a chiedere aiuto a Vercingetórige, pensa bene di correre ai ripari. E poichè le leggi degli Edui non permettono a chi abbia la suprema magistratura d’uscire dal territorio, decide, per non aver l’aria di violentare in alcun modo la loro costituzione, di recarsi personalmente fra gli Edui e convoca a sè in Decezia[1] tutto il senato ed i due antagonisti. Essendo ivi convenuta quasi tutta la popolazione ed avendo Cesare appreso che Coto era stato eletto da pochi clienti clandestinamente convocati in tempo illegale e che il fratello aveva proclamato l’elezione del fratello, mentre le leggi non solo vietavano che due membri di una stessa famiglia fossero — viventi l’uno e l’altro — elevati alla suprema magistratura, ma anche li escludevano dal senato, costringe Coto a deporre il comando ed ordina che abbia il potere Convictolitave che era stato eletto dai sacerdoti, secondo il costume della nazione, nell’intervallo legale fra l’una e l’altra magistratura.


XXXIV. - Risolta così la controversia, prega gli Edui di voler dimenticare ogni ragione di contesa e di voler darsi tutti alla
  1. Decize, sulla Loira, a circa 30 chilometri a sud-est di Nevers. L’insorgere della controversia edua doveva però riuscire pregiudizievole alla manovra di Cesare, causa il tempo impiegato per comporla: forse due mesi.