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Pagina:Cesare - La guerra gallica, traduzione di Eugenio Giovannetti, Firenze, Le Monnier, 1939.pdf/182

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176 c. giulio cesare

guerra, aspettandosi un meritato premio da Cesare s’egli riesca a domare la Gallia. E li prega di inviargli al più presto tutta la cavalleria e diecimila fanti per impiegarli a presidio dei depositi di vettovaglie. Divide quindi l’esercito in due parti: quattro legioni dà a Labieno perchè le conduca contro i Sénoni ed i Parisii e sei ne conduce egli stesso fra gli Arverni verso la città di Gergovia, seguendo il corso dell’Allier. Assegna parte della cavalleria a Labieno, l’altra prende con sè. Avvertito di ciò, Vercingetórige, tagliati tutti i ponti di quel fiume, comincia a marciare sull’altra riva.


Cesare segue dappresso Vercingetórige.

XXXV. - Procedendo di pari passo i due eserciti ed accampandosi quasi l’uno di fronte all’altro, Cesare si trovava in grande imbarazzo perchè Vercingetórige — con un ben disposto servizio d’esplorazione — gli impediva di fare un ponte e di portare le forze di là del fiume. D’altra parte, il fiume avrebbe rattenuto Cesare per la maggior parte dell’estate, perchè di solito l’Allier non è guadabile prima dell’autunno. Ad evitar ciò — posto il campo in luogo silvestre di fronte ad uno di quei ponti che Vercingetórige aveva fatto tagliare[1] — il giorno dopo vi raccolse nascostamente due legioni. Fece marciare le rimanenti forze con tutti i bagagli com’era solito, spostando però le coorti in modo tale sì da far apparire il numero delle legioni immutato[2].

Dato a queste l’ordine di marciare il più possibile, quando dall’ora potè congetturare che i partiti si fossero già accampati, sugli stessi piloni del ponte tagliato — la cui parte bassa era rimasta intatta — cominciò a ricostruire il ponte. Compiuto rapidamente il lavoro, fatte passare le legioni e scelta una buona posizione per il campo, richiamò le truppe che aveva mandate innanzi. Accortosi di ciò, Vercingetórige — per non essere costretto a combattere contro sua volontà — si allontanò a marce forzate.

  1. Sembra a Varennes (Rice Holmes e Napoleone III), oppure a Moulins (Jullian, op. cit., III, p. 459).
  2. Il passo è variamente interpretato. Pare nondimeno che per trarre più facilmente in inganno i nemici, Cesare abbia suddiviso in sei corpi le quaranta coorti delle quattro legioni incaricate del còmpito dimostrativo, lasciando organicamente intatte le due che aveva seco per l’azione decisiva attraverso il fiume (Napoleone III, op. cit., II, pp. 266-267 nota 1). Ogni altra ipotesi parrebbe troppo artificiosa e, soprattutto, non corrispondente alle costumanze organiche e tattiche del tempo.