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| la guerra gallica – libro vii | 177 |
Cesare innanzi a Gergovia.
XXXVI. - In cinque giorni da quel luogo Cesare giunge a Gergovia[1]. Avuto nel medesimo giorno del suo arrivo un primo scontro di cavalleria e riconosciuto il terreno della fortezza — che è posta su d’un altissimo monte dagli accessi tutti difficili — non illudendosi di poterla conquistare di viva forza, decide di non tentarne l’assedio prima d’avere assicurati i rifornimenti di grano.
Vercingetórige da sua parte — messo il campo sul monte innanzi alla città — aveva collocato intorno a sè, separatamente ed a brevi intervalli, le forze delle singole popolazioni, in modo che, occupato tutto il cerchio delle alture, il suo esercito offriva uno spettacolo imponente. Aveva ordinato che tutti i capi delle popolazioni che egli aveva ammessi al suo consiglio di guerra, ogni giorno, al primo albore, si dovessero recare da lui; sia che avesse loro da comunicare qualcosa, sia che vi fossero provvedimenti da prendere. E non passava giorno senza che, con una battaglia equestre — cui prendevano parte anche gli arcieri — egli non mettesse alla prova il valore di ognuno dei suoi.
Di fronte alla città, alle radici del monte, era un colle[2] saldamente difeso dalla natura e non accessibile da alcuna parte; tale insomma che — se i nostri se ne fossero impadroniti — avrebbero, con ogni verosimiglianza, potuto impedire ai nemici di rifornirsi di buona parte dell’acqua di cui abbisognavano e di foraggiare.
Ma i nemici occupavano quella posizione con un forte presidio. Ciò nondimeno Cesare uscito dal campo nel silenzio della notte, prima che dalla città si potessero mandare rinforzi, cacciato il presidio, s’impadronì del luogo, vi collocò due legioni e, dal maggior campo a questo minore, fece scavare un doppio camminamento di dodici piedi di larghezza perchè, anche alla spicciolata, i nostri potessero trasferirsi dall’uno all’altro campo al sicuro da ogni sorpresa[3].
- ↑ L’altopiano di Gergovia — il cui nome si conserva oggidì — sorge a circa sei chilometri a sud di Clermont-Ferrand. Ha l’altitudine di m. 744 e non è accessibile che da occidente per il colle delle Goules (Napoleone III, op. cit., II, p. 268, VI). Su Gergovia si veda pure E. Desjardins, op. cit., II, p. 424; Jullian, op. cit., III, p. 465 sgg. Bibliografia a nota 3 di p. 465.
- ↑ La Roche-Blanche, altura dominante il vallone d’Auzon.
- ↑ Gli studi e le indagini compiute, nel 1862, per ordine di Napoleone III a Gergovia — essenzialmente per opera del colonnello Stoffel — consentono oramai di ricostruire, con grande approssimazione, lo sviluppo dei lavori contro la fortezza. Il campo minore corrisponde alla Roche