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| 178 | c. giulio cesare |
La defezione di Litavicco.
XXXVII. - Mentre questo accade a Gergovia, l’eduo Convictolitave cui — come abbiamo già detto — Cesare aveva aggiudicato la magistratura suprema, guadagnato con denaro dagli Arverni, prende contatto con alcuni giovani capeggiati da Litavicco e dai suoi fratelli, nati da nobilissima stirpe. Divide con essi il premio della defezione e li esorta a rammentarsi che sono nati liberi per comandare.
«C’è una sola popolazione — egli dice — quella degli Edui, che ostacola la vittoria, ormai certissima, della Gallia ed all’autorità di questa popolazione si deve se le altre esitano ancora. Passati che sieno gli Edui tra i ribelli, ai Romani non resta più terreno in Gallia. Egli ha indubbiamente qualche debito di gratitudine verso Cesare — benchè questi non abbia fatto che far valere la sua giustissima causa —; ciò nondimeno Convictolitave dice d’anteporre ai suoi personali sentimenti la comune libertà. Perchè gli Edui debbono avere giudice Cesare quando trattisi del loro diritto e delle loro leggi, se i Romani non ricorrono certo in casi simili agli Edui?».
Sedotti ben presto i giovani e dal discorso del magistrato e dal danaro, decisi oramai a farsi promotori della sommossa, vanno cercando i mezzi più opportuni per raggiungere lo scopo, poichè non sperano certo che sia facile indurre il popolo ad entrare in guerra. Infine si stabilisce che Litavicco si ponga a capo di quei diecimila che devono essere mandati come ausiliari a Cesare e che egli dovrà condurre, mentre i fratelli lo precederanno verso Cesare. Così l’accordo è stabilito in tutti i suoi particolari.
XXXVIII. - Litavicco postosi alla testa delle truppe, lontano appena trenta miglia da Gergovia[1], convoca d’improvviso i soldati e comincia a dire piangendo: «Dove andiamo? Tutta la nostra cavalleria, tutta la nostra nobiltà sono perite. I capi del nostro popolo, Eporedórige e Viridomáro, accusati di tradimento dai Romani, sono stati uccisi senza processo. Fatevelo raccontare da quegli stessi che sono sfuggiti all’eccidio, perchè
- ↑ Probabilmente presso Serbannes, comunque sulla strada diretta tra Bibracte e Gergovia.
Blanche, il grande campo si stendeva invece nella pianura, nei pressi di Orcet, ad oriente della rotabile Parigi-Perpignano. Gli scavi hanno pure posto in luce gli avanzi dei due campi e le tracce del doppio camminamento (Napoleone III, op. cit., II, pp. 268-70 ed Atlante, vol. II, tavole 21 e 22; Jullian, op. cit., III, p. 468 sgg.). Dalla Roche-Blanche si domina il vallone dell’Auzon, impedendo la presa d’acqua.