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| 190 | c. giulio cesare |
armi — l’acqua arrivava alle spalle, dispone la cavalleria in modo da frangere la corrente del fiume, e — profittando della prima sorpresa dei nemici — conduce l’esercito incolume sull’altra riva. Trovato frumento nei campi, grande quantità di bestiame e ben rifornitene le truppe, si rivolge al paese dei Sénoni.
La campagna di Labieno.
LVII. - Mentre questo accade a Cesare, Labieno, lasciati in Agedinco[1], a custodia dei bagagli, i rinforzi che gli erano venuti dall’Italia, parte con quattro legioni alla volta di Lutezia, città dei Parisii posta sopra un’isola della Senna. Conosciuto il suo arrivo, i nemici adunano grandi forze dai paesi vicini. Il comando supremo è affidato all’aulerco Camulogène che — quasi invalido per età — era stato chiamato a quell’onore per la sua singolare maestria nell’arte militare. Avendo egli notata una regione paludosa, ininterrotta, da cui le acque defluivano nella Senna rendendo quasi impraticabili i luoghi, vi si stabilisce, deciso a vietarne ai nostri il transito.
LVIII. - Labieno tenta dapprima di fare avanzare le testuggini, si sforza di rassodare la palude con fascine e materiale di colmataggio e di sistemare un passaggio. Quando s’accorge che la cosa diventa troppo difficile, alla terza vigilia della notte, uscendo dal campo per la stessa via per la quale era venuto, giunge a Metlosédo[2].
È questa città dei Sénoni situata in un’isola della Senna, come già vedemmo per Lutezia. Impadronitosi Labieno di circa cinquanta navi — congiuntele rapidamente a mo’ di pontoni e colmatele di soldati — sbigottisce con tale novità i cittadini, di cui una gran parte era partita per la guerra, e si impossessa tosto della città senza colpo ferire. Rifatto il ponte che, nei giorni precedenti, era stato tagliato dai nemici, vi fa passare l’esercito e, seguendo il fiume, s’incammina per Lutezia. I nemici — saputa la cosa dai profughi di Metlosédo — ordinano che s’incendi Lutezia e che i ponti di quella città sieno
- ↑ Agedinco o Sens, metropoli dei Senoni, già menzionata più sopra. Si noti la coincidenza di due eserciti romani che, nello stesso tempo, gagliardamente combattono, uno contro la cittadella di Gergovia, l’altro contro Parigi, la predestinata metropoli di Francia. La regione paludosa prescelta da Camulogène dovrebbe essere la zona dell’Essonne sulla sinistra della Senna. Sulle operazioni di Labieno si veda: Napoleone III, op. cit., II, p. 285 sgg. e Jullian, op. cit., III, p. 460 sgg.
- ↑ Mélun (Metlo-sedum) cittadella dei Senoni, tra Lutezia ed Agedinco.