Vai al contenuto

Pagina:Cesare - La guerra gallica, traduzione di Eugenio Giovannetti, Firenze, Le Monnier, 1939.pdf/197

Da Wikisource.

la guerra gallica – libro vii 191

tagliati. Quanto ad essi, abbandonata la palude, si stabiliscono sulle rive della Senna innanzi a Lutezia e contro il campo di Labieno[1].


LIX. - Già si vociferava che Cesare aveva dovuto allontanarsi da Gergovia, e già arrivavano novelle della defezione degli Edui e dei progressi della rivolta gallica. Ed i Galli, nei loro conciliaboli, assicuravano che — sbarratagli la via ed impossibilitato a passare la Loira — Cesare, costretto dalla mancanza di frumento, oramai si ritirava nella Provincia. I Bellovaci poi, poco fedeli per conto loro, saputa la defezione degli Edui, si mettono senz’altro a radunar forze ed a preparare pubblicamente la guerra.

Allora Labieno vide ben chiaro che — in tali frangenti — egli doveva mutare a fondo il suo piano, che non era più tempo di cercar clamorosi successi e di provocare a battaglia il nemico, ma di pensare a ricondurre incolume l’esercito in Agedinco; e ciò perchè da una parte incalzavano i Bellovaci — popolazione che ha in Gallia fama di valorosissima — e dall’altra trovavasi Camulogène con un esercito ben preparato e ben fornito, mentre un grosso fiume separava le legioni dalla riserva e dai bagagli.

Insorte tante difficoltà così all’improvviso, Labieno comprende che non si debbono attendere altri aiuti che dal proprio valore.


LX. - Radunato a sera un consiglio di guerra e raccomandato che si eseguiscano a puntino gli ordini, Labieno affida ciascuna delle navi che aveva condotte da Metlosédo ad un cavaliere romano, e, dopo la prima vigilia[2], ordina che si proceda lungo il fiume per quattro miglia, in silenzio, e che s’aspetti al quarto miglio il suo arrivo. Lascia di presidio al campo cinque coorti — di quelle che considerava di minor rendimento per la battaglia — e comanda alle altre cinque della stessa legione di partire, con grande clamore, verso la mezzanotte, con tutti i bagagli, navigando contro corrente. Requisisce anche barche (lintres) e, facendo gran chiasso coi remi, le manda dalla stessa parte. Poco dopo, uscito in silenzio con le tre legioni, egli raggiunge il luogo dove aveva ordinato alle navi di attenderlo.
  1. Questo campo doveva forse trovarsi a Saint-Germain-l’Auxerrois, mentre quello di Camulogène doveva essere verso Saint-Germain-des-Près (Jullian, op. cit., III, p. 462).
  2. Tra le ore 9 e le 10 di sera: erano i primi di giugno.