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| 198 | c. giulio cesare |
edui sono condotti prigionieri a Cesare: Coto, prefetto dei cavalieri, che era stato in lite con Convictolitave al tempo degli ultimi comizi, Cavarillo che dopo la defezione di Litavicco comandava la fanteria, ed Eporedórige sotto la cui guida prima dell’arrivo di Cesare gli Edui hanno combattuto con i Séquani.
Vercingetórige ripara ad Alesia e Cesare incalza.
LXVIII. - Quando tutta la sua cavalleria fu così disfatta, Vercingetórige ritirò rapidamente le truppe che aveva messe innanzi al campo e prese il cammino di Alesia — città dei Mandubii — dopo aver ordinato ai suoi di trarre rapidamente i bagagli dal campo e di seguirlo. Cesare, avviati i suoi bagagli su di un vicino colle e lasciatevi a presidio due legioni, inseguì il nemico fino all’ultima ora del giorno: uccisi circa duemila uomini della retroguardia, accampò il posdomani dinnanzi ad Alesia[1].
Considerata bene la posizione della città — essendo ormai demoralizzato il nemico per la disfatta della cavalleria che era la truppa su cui maggiormente contava — Cesare, spronati al lavoro i suoi soldati, si apparecchiò ad assediare la fortezza.
LXIX. - La fortezza di Alesia era al sommo di un colle, in luogo molto elevato, tale da non poter presumere di espugnarla che per assedio[2]. Alle falde del colle — uno da una parte e uno dall’altra — erano due corsi d’acqua ed innanzi alla fortezza si estendeva, per circa tre miglia, un pianoro. Da tutte le parti, a poca distanza, il colle era circondato da altri colli di pari altezza.
A piè delle mura, tutta la parte orientale del colle riboccava di truppe galliche che si erano protette con un fosso ed un muraccio alto sei piedi. Le linee d’investimento cominciate dai Romani avevano dal canto loro lo sviluppo di dieci
- ↑ L’«altero die» si può adunque verosimilmente intendere per posdimani come è detto più sopra. I 65 chilometri che intercedono tra le sponde della Vingeanne ed Alesia si potrebbero ripartire come segue: 15 chilometri il giorno della battaglia per l’inseguimento dei Galli, 25 chilometri per ognuna delle due tappe successive.
- ↑ Alesia corrisponde all’odierna Alise-Sainte-Reine, a dieci chilometri a nord-est di Sémur (Costa d’Oro). Il colle corrisponde al Mont-Auxois (Napoleone III, Atlante, vol. II, tav. 25-26). La dizione originale gallica è però Alisiia, come risulta da un’iscrizione ritrovata sul Monte Auxois. I colli circostanti sono quelli di Flavigny, di Pennevelle, di Bussy e di Rea (Napoleone III, op. cit., II, p. 280 sgg.; Jullian, op. cit., III, cap. V, p. 502 e sgg. nota 7).