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| la guerra gallica – libro vii | 203 |
armi, ma che si fissi un contingente per ogni popolazione. E ciò per il timore che, con tanta folla, non sia più facile nè dare gli ordini, nè distinguere le proprie truppe, nè distribuire il frumento. Si esigono adunque dagli Edui e dai loro clienti, Segúsiavi, Ambivaréti, Aulerci-Brannovici e Blannovii, trentacinquemila uomini; lo stesso numero si richiede dagli Arverni, aggiuntivi gli Eleutéti, i Cadurci, i Gábali, i Vellavii[1] che obbediscono per tradizione agli Arverni; dodicimila uomini per ciascuna popolazione si vogliono dai Séquani, dai Sénoni, dai Biturigi, dai Santoni, dai Ruténi e dai Carnuti; dai Bellovaci diecimila; ottomila per ogni popolazione dai Pictoni, dai Turoni, dai Parisii e dagli Elvezii; cinquemila dagli Ambiani, dai Mediomátrici, dai Petrocorii, dai Nervii, dai Morini, dai Nitióbrogi ed altrettanti dagli Aulerci-Cenomani; dagli Atrébati quattromila; dai Veliocassi, Lexovii e dagli Aulerci-Eburovici, tremila per ognuno; dai Raúraci e dai Boi mille per ciascuno; e ventimila dal complesso delle popolazioni costiere dell’Oceano che si chiamano — secondo l’uso gallico — armoricane: Coriosoliti, Redoni, Ambibarii, Calèti, Osismi, Lemovici ed Unelli. Fra questi i Bellovaci non mandarono il loro contingente, perchè dicevano che essi avrebbero fatto la guerra contro i Romani per loro conto ed alla loro maniera e non avrebbero obbedito agli ordini d’alcuno, Nondimeno, pregati da Commio, mandarono duemila uomini per i vincoli d’ospitalità che avevano con lui[2].
- ↑ Regione del Velay.
- ↑ La massa di tutte queste forze doveva ascendere a 283.000 uomini. Effettivamente doveva aggirarsi intorno ai 250.000 combattenti con 8000 cavalli (Napoleone III, op. cit., II, p. 305 nota e Jullian, III, p. 520). Gli Aulerci-Brannovici, clienti degli Edui, non sono esattamente identificati, ma appartengono alla stirpe degli Aulerci: anche i Blannovii non hanno sedi certe.
- ↑ Cioè gli Atrébati.