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Pagina:Cesare - La guerra gallica, traduzione di Eugenio Giovannetti, Firenze, Le Monnier, 1939.pdf/96

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90 c. giulio cesare

tali circostanze, Cesare aspetta all’àncora fino all’ora nona[1], in attesa che giungano le altre navi. Frattanto, chiamati a rapporto i legati ed i tribuni militari, li informa di ciò che ha appreso da Voluséno, spiega loro e raccomanda quello che intende di fare conforme ai buoni precetti dell’arte e, soprattutto, della guerra navale, in cui mutando la situazione ad ogni istante, è più che mai necessario che tutto ed a tempo debito risponda ad un cenno.

Rimandatili, potè approfittare di un vento favorevole e della marea. Dato il segnale, tolte le àncore, ed allontanatosi da quella costa circa sette miglia, egli potè alla fine ancorare le navi rimpetto ad una spiaggia aperta ed unita[2].


Il drammatico sbarco.

XXIV. - Ma i barbari, compresa l’intenzione dei Romani, mandata avanti tutta la cavalleria ed i carri armati (essedarii) di cui nelle battaglie sono soliti valersi in prevalenza ed avvicinatisi con le altre truppe, impedivano ai nostri d’uscire dalle navi. Vennero quindi i nostri a trovarsi in situazione assai critica perchè, data la loro mole, non avevano potuto schierare le navi che a distanza dalla spiaggia[3] ed i soldati, senza alcuna conoscenza dei luoghi, con le mani impacciate, curvi sotto il grande e grave peso delle armi, dovevano in una balzare dalle navi, tenersi ritti tra le onde ed affrontare i nemici; mentre questi ultimi, a piedi asciutti, o di poco inoltrandosi in acqua, con tutte le membra libere e conoscendo mirabilmente i luoghi, potevano con audacia scagliare frecce e spingere contro i nostri i loro cavalli avvezzi al mare.

Sgomentati per tutti questi frangenti ed impreparati ad un siffatto genere di lotta, i nostri avevano così del tutto smarrito quell’alacrità ed ardore che sempre li distinguevano nelle battaglie terrestri.


Il salto dell’Aquilifero.

XXV. - Quando Cesare s’avvide di ciò, ordinò che le navi sottili[4] (lunghe), la cui forma non era molto familiare ai bar-
  1. Verso le ore 2 del pomeriggio.
  2. Forse la spiaggia tra Walmer Castle e Deal Castle (Jullian, III, p. 341 e sgg.; Rice Holmes, Ancien Britain, Londra, 1907, p. 605 e sgg.).
  3. La pescagione delle navi sottili romane poteva calcolarsi sui tre piedi (m. 0,90 circa).
  4. Cioè le triremi, sette o otto volte più lunghe che larghe, mentre tale proporzione nelle navi onerarie era da quattro ad uno.